{"id":88,"date":"2024-07-12T17:16:38","date_gmt":"2024-07-12T15:16:38","guid":{"rendered":"https:\/\/wp.parrocchiadicermenate.it\/?page_id=88"},"modified":"2026-02-10T21:28:44","modified_gmt":"2026-02-10T20:28:44","slug":"santi-vito-la-chiesa-prepositurale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/parrocchiadicermenate.it\/?page_id=88","title":{"rendered":"Santi Vito: la chiesa prepositurale"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>ARCHITETTURA DELLA CHIESA<\/strong><br>La chiesa principale della Parrocchia, dedicata ai Santi Vito e Modesto martiri, nasce pi\u00f9 piccola dell&#8217;attuale. Era a un&#8217;unica navata e forse senza abside nel presbiterio che risultava essere sotto l&#8217;attuale cupola. Oggi la pianta della chiesa si presenta a croce latina, composta da tre navate, si sviluppa in un ampio transetto e imponente presbiterio intervallato da sei alte lesene con capitello corinzio, trabeazione e abside intervallato dai prolungamenti ad arco delle lesene e da tre grandi finestre. Sopra l\u2019incrocio del transetto si trova una cupola ad arco ribassato, agli estremi l\u2019altare di San Giuseppe e quello della Madonna. Una volta a botte sulla navata centrale \u00e8 rialzata rispetto a quelle laterali, da cui \u00e8 divisa da pilastri con arco al di sopra dei quali c\u2019\u00e8 una serie di finestre. Questi pilastri sono ci\u00f2 che rimane del muro perimetrale della chiesa pi\u00f9 antica. Dei finestroni ad obl\u00f2 danno luce alle navate laterali.<br>Ai lati del coro ci sono due sacrestie di cui la pi\u00f9 ampia, quella di destra, \u00e8 oggi adibita a cappella invernale.<br>Lato sinistro: accesso al campanile edificato nel 1700.<br>Lato destro: a met\u00e0 della navata si trova una pregevole \u201cMadonna del latte\u201d (o \u201cdelle Grazie\u201d), affresco portato via dal distrutto Santuario dell\u2019ex convento francescano in via Santa Maria in Campo. La decorazione pittorica della chiesa fu eseguita nel 1940 dal maestro Torildo Conconi (1909-1988, di Uggiate Trevano), ad esclusione dei cinque affreschi absidali risalenti agli anni Sessanta del 1700 ad opera probabilmente dei Quaglio della Valdintelvi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CICLO PITTORICO DEL MARTIRIO<\/strong><br>Sulle pareti del presbiterio figurano cinque dipinti nei quali sono ritratte scene della vita e del martirio dei due santi patroni. A destra c&#8217;\u00e8 il miracolo della liberazione dagli spiriti impuri del figlio dell&#8217;Imperatore, poi il tentativo di dare la morte ai due santi immersi nell&#8217;olio bollente. Nel centro l&#8217;apoteosi o ascesa al Cielo dei due santi. A sinistra i santi tra i leoni che si rivelano mansueti e i due santi che vengono mortalmente flagellati, mentre l\u2019Imperatore e i suoi consiglieri si ritraggono spaventati dall\u2019improvvisa furia degli elementi naturali e dall\u2019apparizione di due angeli recanti i simboli del martirio.<br>L\u2019autore dei dipinti \u00e8 probabilmente uno della famiglia Quaglio, forse Domenico Quaglio di Laino Intelvi. In realt\u00e0 alcuni studi molto recenti stanno portando a informazioni diverse.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>APOTEOSI<\/strong><br>Nell\u2019affresco al centro dell&#8217;abside i martiri, sorretti da angeli, vengono accolti nella gloria celeste dalla virt\u00f9 della Carit\u00e0, mentre la Speranza osserva estasiata la Fede invita l\u2019osservatore a guardare e imitare. L&#8217;autore \u00e8 il medesimo degli altri dipinti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>BATTESIMO, MORTE E TRASLAZIONE<\/strong><br>Il Conconi nel 1940, complet\u00f2 il restauro decorativo dell&#8217;intera chiesa con questi due dipinti realizzati ai lati del presbiterio. A destra, sopra la porta della ex sacrestia\/cappella invernale vi \u00e8 il battesimo di san Vito. Al suo centro, riconoscibile per il vestito anacronistico rispetto al resto dei personaggi, spicca la figura del finanziatore principale dei lavori di restauro pittorico del 1940, il signor Enrico Verga di Cermenate. Sul lato sinistro del presbiterio, invece, \u00e8 la scena della morte e della traslazione dei due santi martiri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;ALTARE MAGGIORE<\/strong><br>La decorazione \u00e8 realizzata con marmi di diverso colore; la mensa \u00e8 sopraelevata di tre gradini. Sull\u2019altare vi sono due ripiani: il superiore per sei grandi candelieri e per il Crocefisso intagliati in legno e dorati (provenienti secondo la tradizione dal Duomo di Como); il ripiano inferiore ha al suo centro un grande tabernacolo con due colonnine e angioletti in marmo chiaro.<br>Materiale per la costruzione: laterizio con rivestimento marmoreo (bianco avorio, giogo venato, rosso e verde venati, rosso salmone venato). <br>L\u2019autore \u00e8 ignoto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MADONNA DEL LATTE<\/strong><br>Si trova a met\u00e0 della navata destra della chiesa prepositurale dei Santi Vito e Modesto, proveniente dal Santuario dell\u2019ex Convento francescano di via Santa Maria in Campo. L\u2019autore \u00e8 un ignoto della scuola lombarda, la data di realizzazione \u00e8 il XV secolo circa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>BUSTO DI SAN VITO<\/strong><br>San Vito indossa un cimiero piumato e la corazza di cuoio al di sotto del mantello. Ha in centro del petto una finestrella, sormontata da un angioletto, con un frammento d\u2019osso umano come reliquia.<br>L\u2019autore \u00e8 ignoto; probabilmente venne eseguito nel 1765 e riconosciuto dal Vescovo nel 1863. Il materiale di composizione \u00e8 legno policromo su cui spiccano l\u2019oro zecchino dei ricami su campo rosso vivo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>STENDARDO<\/strong><br>Il riquadro centrale \u00e8 contornato da una ricca cornice a motivi floreali ricamati in oro e piccole pietre colorate. Ai lati a met\u00e0, due tondi coi santi Pietro e Giuseppe.<br>L\u2019autore \u00e8 ignoto, da datarsi intorno al XVIII-XIX secolo.<br>Realizzato con ricami in oro su raso bianco e pietre colorate nella fascia esterna, il riquadro centrale e i tondi sono tessuti ad arazzo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-superbfont-tiny-font-size\">La sua foto \u00e8 riportata nella pagina della chiesa di San Vincenzo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;ORGANO <\/strong><br>I vincoli e le suggestioni che la struttura settecentesca della chiesa dei Santi Vito e Modesto hanno posto nella scelta della collocazione e della forma dell&#8217;organo sono stati il riferimento costante nella sua progettazione.<br>Gli spazi della chiesa di Cermenate non offrono la possibilit\u00e0 di collocare l&#8217;organo nel presbiterio n\u00e9 in posizione ad esso vicina. Il vincolo ed il rispetto delle caratteristiche spaziali settecentesche dell&#8217;edificio, coerenti e vive in tutte le sue parti, hanno fatto optare per la soluzione tradizionale di mantenere l&#8217;organo sopra l&#8217;ingresso, nella navata centrale.<br>La realizzazione di un &#8220;coralino&#8221;, piccolo organo per l&#8217;accompagnamento del canto, posto a sinistra del presbiterio, integra le esigenze di uno strumento strettamente destinato a supporto del canto liturgico.<br>L&#8217;organo costruito nel 1991, non ha una vera e propria cassa armonica centrale contente le canne dei vari registri. Si \u00e8 optato per una soluzione che aveva il pregio di lasciare libera la finestra della facciata, che tanta parte ha nell&#8217;equilibrio dell&#8217;illuminazione della chiesa. Uno degli intenti della progettazione \u00e8 stato quello di non rinunciare a questa luce che piove dall&#8217;alto e che dilata longitudinalmente la navata principale.<br>Si \u00e8 trattato di definire un volume ed una forma che si inserisse nell&#8217;architettura, integrandosi ad essa: si \u00e8 voluto armonizzare il volume del nuovo strumento con la curvatura della grande volta. La parrocchiale dei Santi Vito e Modesto \u00e8 stata costruita con caratteristiche &#8220;barocche&#8221; e le ha conservate, nelle variate vicende del suo completamento, negli spazi, nelle decorazioni, nei colori: lo studio dell&#8217;organo si \u00e8 naturalmente indirizzato verso uno strumento con caratteristiche strutturali e musicali rievocanti l&#8217;epoca barocca.<br>La scelta del tipo di strumento, delle sue caratteristiche e specificit\u00e0, \u00e8 nata da un intenso dialogo preparatorio durato pi\u00f9 di un anno ed una attiva collaborazione con Eugenio Mascioni e gli altri componenti della casa organaria di Cuvio, che ha portato il contributo di grande competenza musicale anche per definire i problemi formali: forma e musica, musica e colore sono stati interpretati unitariamente.<br>E stato quindi progettato uno strumento articolato in due volumi, con l&#8217;organo positivo detto tergale perch\u00e9 posto alle spalle del suonatore, integrando diverse esigenze: quella di rispettare la luce della finestra della navata, quella di porre l&#8217;organo positivo in posizione pi\u00f9 vicina all&#8217;assemblea in modo da accompagnare il canto corale di tutti (\u00e8 questa una scelta che interpreta la partecipazione liturgica, musica e canto, estendendoli a tutta la comunit\u00e0 e non sottolineando la tendenza &#8220;concertistica&#8221; della corale separata), ed infine la volont\u00e0 di riproporre le caratteristiche dell&#8217;organo barocco della migliore tradizione centro-europea.<br>L&#8217;organo con il positivo tergale non era sino ad ora presente nella diocesi comasca, e sono rari gli esempi in Italia. La proposta per Cermenate \u00e8 un organo caratterizzato e specifico, che costituisca una voce particolare tra le presenze, varie e diverse, del patrimonio organistico della diocesi.<br>Scelta la struttura ed i conseguenti volumi, il disegno ha articolato le forme ed i dettagli riprendendo per accenni e rievocazioni le caratteristiche decorative ed artistiche della chiesa, lo spessore delle cornici, le linee di luce ed ombra delle gole e degli sporti. Prevale comunque sui dettagli la forma delle due grandi ali, a segmento di cerchio, che racchiudono l&#8217;occhio di luce della facciata, e prevale il profilo del positivo tergale, che ricorda le proporzionale leggerezze del &#8216;700.<br>I colori sono il pi\u00f9 esplicito collegamento tra l&#8217;antico ed il nuovo: la cassa armonica dell&#8217;organo ha colori chiari, luminosi. Ma anche in questa scelta si \u00e8 trattato di &#8220;leggere&#8221; con attenzione quanti colori gi\u00e0 decoravano l&#8217;edificio: sopra l&#8217;arcone che regge la cupola, vista dalla parte del presbiterio vi \u00e8 un cartiglio, con la dedica ai Santi Vito e Modesto. Il verde azzurro e la luminosit\u00e0 di questo cartiglio sono gli stessi di cui \u00e8 stato dipinto l&#8217;organo. Stesso colore peraltro che emerge dai fondali fantastici degli affreschi dei Quaglio.<br>Dunque \u00e8 ancora quella interpretazione data dagli artisti del &#8216;700, (visione poetica di primaverili luminosit\u00e0 mattutine, soffuse di brume), riecheggiata poi dal Conconi nei suoi affreschi e decorazioni, che \u00e8 stata ripresa: meditazione inviata da lontano e protratta nel tempo, come avviene per le opere che sono frutto di una collettivit\u00e0 e che sono destinate a durare, oltre alle singole vicende.<br>L&#8217;organo di Cermenate \u00e8 composto &#8220;rovesciando&#8221; la disposizione consueta delle canne. Nella tradizione antica, ripresa quasi sempre anche nelle realizzazioni contemporanee, la facciata dello strumento \u00e8 composta dalle canne pi\u00f9 grandi, che costituiscono l&#8217;apparato decorativo, e nascondono la parte degli elementi suonanti di dimensioni pi\u00f9 piccole. La facciata normalmente \u00e8 composta dalle canne di lega di colore argentato e comunemente si pensa che tutti gli elementi dell&#8217;organo siano dello stesso metallo. Al contrario, alla molteplicit\u00e0 dei suoni corrisponde diversit\u00e0 di materiali: canne di stagno e piombo dunque, ma anche di rame e di legno.<br>Si \u00e8 pensato che il nostro tempo \u00e8 caratterizzato pi\u00f9 dall&#8217;interesse per la struttura delle cose che per le forme di facciata; \u00e8 latente un desiderio di conoscere come le cose sono costruite, come funzionano. L&#8217;interesse dei bambini e dei ragazzi \u00e8 attratto pi\u00f9 facilmente da un meccanismo in funzione che da una forma che lo nasconde.<br>Dunque per lo strumento musicale \u00e8 stato scelto il criterio dell&#8217;evidenza: che gli elementi siano palesi e l&#8217;occhio dell&#8217;osservatore possa indagare tra la molteplicit\u00e0 dei componenti, e rendersi conto, almeno in parte, della complessit\u00e0 della struttura.<br>Porre in luce la complessit\u00e0 significa, nella poetica moderna, accostare e coordinare elementi diversi e, dando ad essi armonia, ricostituire la &#8220;decorazione&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-6c531013 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"491\" height=\"640\" src=\"http:\/\/wp.parrocchiadicermenate.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/sanvito2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-92\" style=\"width:588px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Parrocchia di Cermenate &#8211; Diocesi di Como: Chiesa prepositurale dei Santi Vito e Modesto &#8211; dipinto che raffigura una delle scene del martirio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"491\" height=\"640\" src=\"http:\/\/wp.parrocchiadicermenate.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/sanvito1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-91\" style=\"width:588px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Parrocchia di Cermenate &#8211; Diocesi di Como: Chiesa prepositurale dei santi Vito e Modesto &#8211; busto reliquiario di San Vito.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"4080\" height=\"2296\" src=\"http:\/\/wp.parrocchiadicermenate.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/sanvito_organo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-93\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Parrocchia di Cermenate &#8211; Diocesi di Como: Chiesa prepositurale dei Santi Vito e Modesto &#8211; l&#8217;organo maggiore.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3264\" height=\"2448\" src=\"https:\/\/wp.parrocchiadicermenate.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/PICT6301.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-327\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Parrocchia di Cermenate &#8211; Diocesi di Como: interno della chiesa dei Santi Vito e Modesto, durante le giornate eucaristiche.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2978\" height=\"3763\" src=\"https:\/\/wp.parrocchiadicermenate.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/IMG_20240322_FotoGiuseppeBotta.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-326\" style=\"width:494px;height:auto\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARCHITETTURA DELLA CHIESALa chiesa principale della Parrocchia, dedicata ai Santi Vito e Modesto martiri, nasce pi\u00f9 piccola dell&#8217;attuale. 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